… E se parlassimo anche di baby-therapy?

In questi ultimi anni si sente parlare spesso di terapie non farmacologiche a supporto dell’anziano per migliorare il benessere psichico e fisico soprattutto in quei pazienti con importanti demenze, come l’Alzheimer ed alcune patologie psichiatriche gravi caratterizzate da disturbi del comportamento.

In supporto Nascono:

  • La Pet Therapy: Nel 1953 lo psichiatra statunitense Boris Levinson scoprì, casualmente, l’ azione positiva della compagnia del proprio cane su un piccolo paziente con comportamenti autistici. Egli giunse alla conclusione che la presenza di un animale d’affezione favoriva un certo rilassamento, una disponibilità al dialogo e una maggiore collaborazione da parte dei pazienti. Fu proprio lo psichiatra a coniare la definizione di pet therapy, cioè terapia per mezzo dell’animale.
  • Dolly therapy: Britt Marie Egedius Jakobsson alla fine degli  anni 90’ in Svezia utilizzò le sue bambole per stimolare  e favorire l’espressione delle emozioni e ricevere stimoli per la relazione interpersonale di adulti e bambini così nacque la Doll Therapy.

Potremmo parlare anche di Baby-Therapy?

Ultimamente si è dato molto peso ed importanza ai benefici che recano i bambini nei confronti dell’ anziano. A Seattle sono stati fatti degli esperimenti dal risultato sorprendente tanto che, in Italia si vuole replicare l’esperimento per tale motivo ci sono in cantiere numerosi progetti che prevedono asilo nido dentro case di riposo, oppure la visita di bambini presso comunità alloggio per qualche ora a settimana. L’incontro permette ai bambini di allacciare relazioni significative con altri adulti al di fuori della loro famiglia e renderli protagonisti sollevando anche dentro di loro il senso della solidarietà. Per gli anziani invece è un vero toccasana perché ciò contribuisce al mantenimento e alla riattivazione delle capacità e delle autonomie funzionali dei singoli. La persona anziana mantiene il senso di soddisfazione personale, il senso d ’isolamento e solitudine vengono automaticamente annullati e si ha una nuova visione positiva della vita perché si continua ad essere impegnati in attività legate a vecchi e nuovi ruoli.

Abbiamo provato anche noi ad inserire una bambina (con il permesso dei genitori e nel rispetto delle regole) nel contesto della nostra comunità Alloggio.

Il risultato? La Bambina ha pienamente risposto mostrando gesti di solidarietà, di comprensione, di aiuto e rispetto per la persona anziana. Gli anziani sono stati non contenti ma super FELICI di avere una nipotina fra i piedi!

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